Vincenzo Bellini, compositore italiano del XIX secolo, ha scritto questa lirica come parte delle sue Sei Ariette2. Questa canzone esprime la malinconia di un poeta per una ninfa triste e lontana. La melodia e le parole di Bellini catturano l’intensità di questo sentimento. Malinconia, Ninfa gentile, la vita mia consacro a te; i tuoi piaceri chi tiene a vile, ai piacer veri nato non è. Fonti e colline chiesi agli Dei; m’udiro alfine, pago io vivrò, né mai quel fonte co’ desir miei, né mai quel monte trapasserò”.

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